Il 29 maggio, un venerdì sera, tornavo in autobus da Padova.
All'altezza di San Giorgio in Bosco, il traffico era praticamente immobile. Ci sono voluti 20 minuti per raggiungere la fermata prima della rotonda di Facca. Sono scesa a piedi e camminando ho visto una sagoma umana avvolta da un lenzuolo in mezzo alla strada, l'ambulanza, la moto distrutta poco lontana dal cadavere e dall'auto, la polizia e una signora seduta immobile sul marciapiede lì a fianco, avvolta da un lenzuolo dell'ambulanza, lo sguardo attonito.
Camminavo velocemente verso casa, avevo un impegno poi.
C'era molta gente per strada che assisteva zitta alla scena.
Facca si era fermata in silenzio ad osservare la dipartita di quell'uomo.
E anche il traffico Padova-Bassano era immobile. Qualcuno in arrivo si lamentava del ritardo, sbuffava, si affacciava il finestrino e mi chiedeva: "Ma c'è stato un incidente?"
E io rispondevo: "Sì, è morto un uomo in moto".
E la persona improvvisamente smetteva di sbuffare, annuiva e la testa rientrava dal finestrino al quale si era affacciata.
E' stato un ritardo notevole, ma la morte di un uomo vale il blocco del traffico e quella silenziosa presenza, curiosa ma rispettosa, della gente in piedi nei marciapiedi. Una sorta di cerimonia laica moderna per dire addio ad un qualcuno.
Mentre Petru moriva, invece, sono tutti scappati. Neanche a guardarlo morire in silenziosa compassione sono rimasti. Che vergogna. Che orribile vergogna.
Un video degno della biennale d'arte di Venezia, con i suoi manichini antropomorfi che fingono di annegare nelle piscine.
Solo che lui era vero. E vivo.
MOSTRI
La bambina senza cuore e il bambino senza cervello.

La bambina senza cuore ha un'ipoplasia del ventricolo sinistro. E' nata a fine aprile e morta ad inizio maggio. La sua anatomia è incompatibile con la vita extrauterina.
Appena la placenta (polmone, apparato digerente, sistema immunitario: TUTTO) si stacca, lui muore.
Si cerca di riaprire il dotto di Botallo e unire le arterie principali, per ricreare una circolazione sistemica.
L'ideale è il trapianto di cuore.
Il bambino anencefalico sembra una rana. E' orribile a vedersi. Il suo cuoricino ce la mette tutta, ma il resto non c'è.
Il primo trapiano di cuore ad un bambino con l'ipoplasia del ventricolo sinistro è stata prelevando il cuoricino ad un bambino anencefalico.
Il suo corpo viene conservato in formalina, messo nei musei di anatomia patologica.
Due esserini condannati a morire nascendo, la loro vita è incompatibile con il mondo.
Insieme, però, fanno un essere umano in grado di affrontare il mondo.
Tagliano il piccolo petto della bambina senza cuore. Non serve la tenaglia per aprirgli le molli costole.
Aprono il pericardio ed estraggono il piccolo cuoricino che l'ha tradito.
Lo aprono e mostrano la fessura del ventricolo sinistro.
Ma anche questo è fumo tutto
vento che ha fame
Nulla è che valga sotto il sole.
“Condivido la lotta per il cambiamento nella regione e mi sento un membro onorario del Mend. Solo quando Henry Okah sarà libero tornerò a casa”.
Jomo Gbomo: “E’ stata una sorpresa anche per noi, non possiamo mandarlo via con la forza”.
Il Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (Mend) ha comunicato che l’ostaggio britannico che il gruppo aveva promesso di liberare oggi ha rifiutato la liberazione, dicendo che sarà libero di andarsene solo quando il leader detenuto del gruppo militante, Henry Okah sarà liberato.
Matthew Maguire è stato per nove mesi prigioniero dei ribelli e il gruppo aveva promesso di liberarlo ieri sera “come regalo” in occasione del suo trentacinquesimo compleanno.
In una email a Thetimesofnigeria.com il Mend ha detto:
“Il signor Matthew Maguire ha rifiutato il dono della sua liberazione dalla prigionia con la motivazione che egli è ora un sostenitore della causa per il cambiamento nella regione e un membro onorario del Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (Mend).
“Egli insiste sul fatto che la sua liberazione deve essere presa in considerazione solo quando Henry Okah sarò libero di partecipare ad un processo di pace credibile o se gli verrà consentito di andare all’estero per un urgente intervento chirurgico ad un rene gravemente malato e non curabile nelle strutture sanitarie nigeriane”.
“Questa è sta una sorpresa per noi e non siamo in grado cacciarlo con la forza dal nostro campo contro la sua volontà”. L’email è stata firmata da Jomo Gbomo.
Un finale a sorpresa ma non troppo. Come avevo anticipato ieri nell’articolo che annunciava la liberazione dell’ostaggio Britannico, che nei primi comunicati del Mend era legato al rilascio di Henry Okah, sulla decisione di rilasciarlo poteva aver pesato un aspetto “umanitario”, visti gli attestati di solidarietà che spesso gli ostaggi rilasciati hanno inviato al Mend. Lo stesso rilascio nel 2007 dei due tecnici dell’Agip (Eni), Francesco Arena e Cosma Russo, è avvenuto con uno scambio di doni ripreso dalle telecamere delle Iene (guarda il video:Le Iene e il Mend) e con interviste in cui i due lavoratori ribadivano che le richieste delle popolazioni del delta e del Mend erano legittime.
Questa è la prima volta da quando il Mend ha iniziato la sua lotta armata nel 2006, per chiedere una maggiore attenzione all’ambiente e maggiori investimenti nel delta del Niger, che uno dei loro ostaggi ha rifiutato di essere liberato.
Centinaia di messaggi di gratitudine per la sua scelta sono arrivati ai siti dei maggiori quotidiani della regione del Delta. Tutti dello stesso tenore.
“Grazie signor Maguire, mi auguro che attraverso il suo gesto molta gente nel mondo possa capire quello che sta accadendo alla nostra gente che lotta per liberarsi dalla schiavitù in cui è stata ridotta.”

e che cazzo. questo blog appartiente, fino a prova contraria, ancora a tutte e due. Ha superato varie prove, una volta hai provato a sbalzarmi via perchè avevo aperto una pagina nuova, altre volte hai modificato impostazioni e design.. Ora mi trovo a dover ribadire un'altra volta che qui c'è un pezzo anche della MIA storia.
Storia che è cambiata, o meglio evoluta, ma non è stata rinnegata (vuoti di memoria a parte). Non puoi fare come ti pare con questo blog, soprattutto non puoi renderlo più triste. quindi, cortesemente, togli quell'intestazione "o quello che ne è rimasto" perchè fa pena, tantopiù che dopo quasi 10 anni resiste. Il Blocko si è EVOLUTO, ma non è scomparso (purtroppo o perfortuna).
Puoi rimproverarmi di non scriverci più, cara H.V., come anche tu non ci hai scritto per bel po.
ecco.. e contro volontà la biblioteca chiude, e io me ne torno in strada, ben lieta di essere priva di monitor..
Non fare cazzate con questo blog senza visite... cè anche la MIA storia qui
La depressione è un po' come l'HIV.
Quando inizia uno non se ne accorge subito. In genere sta gran bene. Poi inizia qualche raffreddore.
I podromi sono sempre vaghi, un'influenza, un malessere simile a qualsiasi malessere di stagione, magari una difficoltà a digerire (ma ormai, chi non ha difficoltà a digerire?), una stanchezza imputabile a mille cose, una certa incapacità di concentrarsi, la mente che va sempre dall'altra parte, un velo un po' malinconico che si presenta all'inizio di ogni giornata, come la brina sui prati di novembre.
Poi su quella brina si deposita, leggera, la prima nevicata. Ma, in fondo, fa parte della stagione la neve. Non c'è niente di strano se uno strato di neve si pone tra te e quello che ti circonda, non ci fai caso.
Poi ti rendi conto che l'influenza è più lunga del solito, che il raffreddore torna troppo spesso, l'acidità di stomaco diventa nausea, la nausea sporadicamente diventa vomito.
Strani dolori abitano il tuo corpo, strane malattie ti colpiscono.
Un po' come succede nella depressione. Quella malinconia dura più del solito, quella stanchezza diventa senso di impotenza, la malinconia diventa tristezza.
La tristezza è normale e fisiologica, ma non quando si presenta ogni giorno per molto tempo.
La depressione è un po' come l'HIV: ti accorgi di averlo solo quando ormai è conclamato, quando la quantità di CD4 è sotto i limiti, quando tutte le tue difese ti hanno abbandonato.
Nella mia testa, questa influenza sta durando più del solito, questo raffreddore torna troppo spesso.
Devo fermare questa malinconia, finché ho ancora abbastanza difese.
Ho già vissuto questa cosa, la consoco già.
Devo sbrinare i pensieri.
Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare
questo un altro ed i tre
solo il presagio fossero
di un infinito di mari
non visitati da riva
- il mare stesso al mare fosse riva -
questo è l'eternità
Questa poesia di Emily Dickinson ho in mente oggi, più precisamente la sua splendida traduzione.
L'interruzione dell'eternità inizia con una riva, un limite. Noi non siamo eterni, iniziamo con la comparsa di un limite. Ultimamente si fa un gran parlare di laicità, di cellule staminali, di dove finisce l'ammasso di cellule e inizia la persona.
Ultimamente, studiando neuroanatomia, penso di aver trovato la risposta a questa domanda:
"L'abbozzo del sistema nervoso si forma a spese dell'ectoderma, nella regione mediana dell'embrione, al dinnanzi del nodo di Hensen."
Questo potrebbe essere l'inizio di ogni storia umana, una specie di "c'era una volta" scientifico, che va bene per tutti, il limite in cui Qualcosa diventa Qualcuno.
Ho sempre vissuto con un alter ego.
Io andavo a messa e l'alter ego faceva i festini o viceversa.
Io uscivo con qualche ragazzo e l'alter ego con qualche ragazza. O viceversa.
Ho sempre vissuto con un alter ego e senza la mia vita mi appare vuota.
Ultimamente ho cercato di liberarmi dell'alter ego, di vivere una vita sola e mi pare di vivere senza vita.
Senza una vita segreta mi sembra di non vivere affatto.
Rivesto le mani di HeinrichVega per scrivere questo post in questo 2009.
Succedono molte cose attorno a me e un po' più distante. Ho passato giorni a rimbecillirmi di tv a causa di un'influenza.
Ho passato anni a rimbecillirmi. La vita richiede dei momenti di rimbecillimento, in fondo.
Questo 2009 e i 24 anni incombenti. Tutto sembra incombere a passa pesante, lentamente. Tutto è lento, ma inarrestabile, un po' come la sclerosi multipla.
Il tempo passa. Come sempre, sento che devo cambiare.
Avere un alter ego è un po' come vivere due vite, una fatica bestiale, ma senti di vivere di più, di vivere almeno due vite, una in luce e una in ombra. Ti senti più completo, più espressivo.
Mi pare di essere come in un paese nordico in cui ci sono tipo 24 ore di luce e sono inchiodata di fronte alla mia immagine.
Il tempo delle grandi amicizie è finito, un po' come in quella canzone di Max Pezzali, gli anni, quelli del "qualsiasi cosa sia, gli anni del tranquillo siam qui noi".
L'età adulta: te ne parlano tutti e tu giuri che sarai diverso, che non andrà così, che non perderai di vista quelle persone, che non cambierai..
E poi cambi. E perdi di vista molte persone.
Ho guardato molto MTV in questi giorni, con i suoi video musicali, le sue competizioni di ballo e il suo "Tocca a noi".
Ho guardato molti telefilm su youtube.
A volte penso che una vita da guardone non sia male. Stare lì a guardare gli altri vivere e morta così. A volte sto lì a guardare gli altri vivere e morta lì.
Leggo poco, troppo poco.
Studio poco, troppo poco.
Esco poco, troppo poco.
Dormo troppo, mangio troppo, fumo ancora, penso poco, fantastico troppo, molto accidiosa, molto in letargo, molto disinteressata e svogliata, poco ambiziosa.
Penso sia sempre stato un po' il mio problema: la poca ambizione.
Oggi per un attimo riflettevo che mi piacerebbe farmi suora. Saranno stati tutti quei servizi su Gaza o l'informarmi della processione della privatizzazione dell'acqua, sarà la mia mancanza di eros-motivazione, sarà che non ho voglia di farmi una doccia ed uscire...
Pensavo di seppellirmi in qualche monastero e passare il tempo a leggere o pregare o scrivere e una vita così.
So che sono riflessioni invernali e che la primavera mi sveglierà fuori e che non potrei mai diventare suora in un mondo con la primavera.
Questo post è tutto su di me, tutto centrato su me e sui miei pensieri. Pochi pensieri per gli altri, in realtà ne ho molti, ma non saprei da che parte iniziare a scrivere. Se ci penso mi viene sonno.
La mia spiritualità è evaporata in questo inverno innevato. La mia interiorità è sparita con il mio alter ego. Ecco, mi pare che l'interiorità debba vivere una vita indipendente e che io le stia negando questo. Dovrei interrompere questo scisma iniziato quando avevo 13 anni.
Voglio iniziare questo nuovo anno con una preghiera, per darmi forza.
Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dei tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.
(Ippocrate, 430 a.c.)